Conto corrente vincolato o conto deposito: ecco chi vince!

Conto corrente vincolato e conto deposito: chi vince nel confronto?

Quando parliamo di un conto corrente vincolato non intendiamo un conto che è stato “congelato” o sottoposto a vincolo da parte di un giudice oppure per fare da garanzia, ma di un conto corrente che ha in sé anche la funzione di un conto “deposito” con vincolo.

Negli ultimi tempi conti correnti vincolati si sono affermati per semplificare la gestione dei risparmi, senza correre rischi, potendo sfruttare tassi più elevati rispetto alle giacenze lasciare libere. Scopriamo di più.

Conto corrente vincolato: tassi sempre più elevati?

Non tutte le banche sono disposte a garantire tassi interessanti sui propri conti deposito, figuriamoci quando si tratta di un conto corrente vincolato o non.

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Un esempio lo troviamo con UniCredit ed altre grandi banche, come ad esempio Bnl e Mps. Tuttavia può capitare che per banche appartenenti allo stesso gruppo questo limite venga eliminato, passando a una proposta di conto vincolato con tassi, e quindi interessi, di tutto rispetto.

Ad esempio Fineco con Unicredit, Widiba con Mps e Hello Bank con Bnl. Sicuramente il fatto che si tratta di tre banche online con più che buoni Cet1, e un abbattimento dei costi gestionali favorisce la possibilità di offrire conti con costi molto contenuti o addirittura pari a zero.

Il tutto senza dover rinunciare a tassi di interesse interessanti, se si hanno delle discrete giacenze.

Conto corrente vincolato e interessi

Un conto corrente vincolato per il calcolo degli interessi funziona allo stesso modo di un conto deposito vincolato.

Quindi bisogna considerare il calcolo fatto comunque su base annua (anche se il vincolo è scelto a tre mesi o a sei mesi). E’ necessario tener presente anche il fatto che il tasso applicato sarà al lordo della ritenuta fiscale.

Per quanto riguarda l’imposta di bollo anche in questo caso, applicando la stessa aliquota prevista per i conti deposito si potrà vedere se la banca se ne farà carico oppure se sarà trattenuta sulle somme maturate del richiedente.

Quindi anche da questo punto di vista non c’è una grande differenza tra un conto corrente vincolato e un conto deposito vincolato, se non il fatto che i primi sono molto meno diffusi rispetto ai secondi.

Conto corrente vincolato vs conto deposito vincolato

Non ha senso fare un confronto tra un conto corrente vincolato e un conto deposito libero, per le ovvie differenze che ci possono essere a livello di tassi:

un conto deposito libero paga interessi molto contenuti tranne pochissime eccezioni.

Quindi se siamo nell’indecisione se aprire un conto corrente vincolato o un conto deposito vincolato che cosa dobbiamo sapere e considerare?

  1. L’imposta di bollo funziona allo stesso modo sulle somme vincolate;
  2. Il calcolo degli interessi viene fatto senza alcuna differenza;
  3. Generalmente la linea vincolata sul conto corrente non prevede l’applicazione di costi così come avviene per il conto deposito vincolato;
  4. La gestione dell’uno è separata dall’altro.


Quest’ultimo punto è quello che però va considerato per capire che il conto corrente vincolato è più facile da gestire perché non si hanno doppi rapporti, quindi doppi codici e doppi pin da ricordare.

Da un punto di vista pratico il tutto si gestirà e controllerà dall’internet banking. Questo vale sia per la scelta del vincolo che per l’accredito degli interessi.

Poi c’è la separazione tra le somme che non sono più disponibili perché vincolate, fino alla scadenza o allo svincolo anticipato, e le somme che si continueranno ad utilizzare per gestire i propri soldi così da far fronte alle entrate e alle uscite.

Conto corrente vincolato conclusioni

A parità o quasi dei tassi di interessi, se quello che si vuole evitare è una certa complicazione e comunque si vuole semplificare al massimo la gestione e quindi anche il tempo da dedicare, il conto corrente vincolato è quello che può rispondere meglio ad entrambe le esigenze.

Fanno eccezione i conti deposito in grado di assicurare un plus tale da giustificare la loro apertura come ad esempio il conto deposito Santander che è caratterizzato da tassi di sicuro interesse anche per quanto riguarda il conto deposito libero.

Stesso discorso per il conto deposito CheBanca che insieme ad un tasso premiale a giugno 2018 pari all’1,50% offre una comodità di gestione almeno pari a quella di un conto corrente vincolato.

Esempi

Per comprendere meglio quanto appena detto confrontiamo questi due conti deposito con uno dei più interessanti conti correnti con possibile apertura di linee vincolate: il conto Widiba.

Conto deposito CheBanca

Il conto deposito della banca appartenete al gruppo MedioBanca, come detto, offre numerosi punti a favore che possiamo così riassumere:

  • assenza di costi;
  • tassi medio alti (soprattutto nel caso dei frequenti tassi promozionali);
  • comodità d’apertura: per i già clienti tutto viene fatto nell’internet banking grazie alla firma digitale;
  • accredito degli interessi in anticipo.

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Conto deposito Santander

Il vantaggio in questo caso è rappresentato proprio dalla remunerazione che a 36 mesi è pari all’1,20%. Interessante, come già accennato, gli interessi riferiti al conto deposito libero che a giugno 2018 è pari ad un ottimo 0,50%.

Conto Widiba

Ecco infine il caso del conto vincolato della banca online del gruppo Mps. Questo conto corrente evidenzia tutti gli aspetti positivi descritti all’interno dell’articolo e cioè:

  • canone zero per i primi due anni ed in generale costi limitati (ad esempio bonifici, prelievi da Atm sopra i 100 euro e carta di debito Gratis);
  • comodità di apertura e di sottoscrizione delle linee vincolate;
  • tassi interessanti.

Focalizzandoci su quest’ultimo aspetto sottolineiamo che, sempre a giugno 2018, Widiba offre un tasso dell’1,20 a 24 mesi.

Anche in questo caso sono da tenere sotto controllo i tassi premiali che spesso vengono garantiti ai nuovi clienti od in caso di nuova liquidità.

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